Ho più volte immaginato Jackson incitare il proprio esercito di attori, comparse, cameramen, fonici proprio come faceva Aragorn ai piedi del Cancello Nero poco prima dell’ultima battaglia. Chissà come ci si sente a far parte di un film che rimarrà nella storia del cinema.
Finalmente con questo film Il signore degli anelli riesce ad eguagliare i record di Titanic e Ben-Hur, portandosi a casa ben 11 statuette, e diventando la saga con più oscar di sempre.
Nel Il ritorno del re c’è di tutto, ragni, battaglie, orchi, amore, amicizia, maghi, alberi parlanti, il mix di tutti questi elementi è perfettamente gestito, nessuna scena è di troppo o risulta essere pesante.
Il finale della storia non è la cosa più importante, le persone che andavano a vedere il film al cinema (anche più volte) non andavano di certo per scoprire il destino dell’unico anello nel fuoco di Mordor. Gli spettatori andavano al cinema per assistere ad uno spettacolo puro, per rimanere meravigliati dalla ricostruzione di Minas Tirith, per commuoversi di fronte agli abbracci tra i piccoli hobbits, per incitare Legolas e Gimli nella loro personale gara dell’ucisione di nemici, per applaudire all’attesissimo bacio tra il nuovo re e la principessa degli elfi.
Un film e una trilogia immortali.